Esempi di apparecchi Ortodontici
Dalle due parole greche orthós che significa diritto e odóntos che significa dente deriva il termine “ortodonzia” e significa letteralmente dentatura dritta; negli ultimi anni negli ambienti scientifici questa parola è stata modificata in “ortognatodonzia” dalla composizione di tre parole:
•  orto dal greco orthós, diritto
•  gnato dal greco gnáthos, mascella
•  donzia dal greco odóntos, dente
questa denominazione più estesa indica sia i corretti rapporti tra i dentali sia i rapporti tra le strutture scheletriche (gnato) cioè mandibola e mascella.
Quindi possiamo dire che l’ortognatodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di curare dei rapporti anomali esistenti tra le arcate dentarie e tra le strutture anatomiche ad esse correlate: sistema nervoso centrale, muscolatura facciale e masticatoria e componenti scheletriche.
Lo scopo principali del trattamento ortodontico o ortognatodontico è quello di determinare un allineamento corretto dei denti ed una funzione masticatoria efficiente e di favorire la salute dei denti [vedi nota 1] e del loro apparato di sostegno; va aggiunto che il trattamento ortodontico avrà l’obiettivo di migliorare l’armonia del volto del paziente e di garantire la stabilità nel tempo dei risultati ottenuti.
Ma chi si occupa di curare i problemi ortodontici? Di queste problematiche se ne occupa l'ortodontista o ortognatodontista, un dentista che si è specializzato nel trattare i problemi delle malocclusioni.
L'ortodontista ha il compito di fare una corretta diagnosi per prevenire le malocclusioni ed per effettuare una corretta terapia dei disallineamenti dentali che provocano alterazioni dell'armonia estetica della bocca e del volto, inoltre si occupa, delle condizioni disfunzionali dell'apparato masticatorio e dei disturbi di crescita dei mascellari e di sviluppo della dentizione.
Nella pratica clinica l’ortodontista si avvale di strumenti quali apparecchi, fissi o removibili, per produrre movimenti guidati dei denti e le modificazioni delle strutture scheletriche (ossa della faccia) e dei tessuti di sostegno del dente (gengiva ed osso alveolare).

 

un caso di malucclusione trattato dal dr. Alberto Gentile con apparecchio fisso

 

una malocclusione trattata dal dr. Alberto Gentile con apparecchio removibile Invisalign

 
Il trattamento ortodontico oltre a richiedere competenze specifiche dell’operatore, prevede tempi di cura generalmente lunghi, pertanto il paziente (bambino o adulto) dovrà essere sufficientemente motivato e collaborante.
 
Spesso ci viene chiesto quale è il momento migliore per iniziare un trattamento ortodontico, possiamo dire che nel bambino è variabile e spesso dipende dalla gravità della malocclusione [vedi nota 2].
Si inizia un trattamento precocemente (4/5 anni di età) nelle malocclusioni in cui si rileva un problema scheletrico che può complicarsi con la crescita, ad esempio il morso incrociato con latero-deviazione funzionale della mandibola o le terze classi scheletrico-funzionali.
È buona norma portare per la prima volta il bambino ad una visita ortodontica a quattro anni di età per poter trattare precocemente malocclusioni scheletrico-dentali. 
 
 

 

Esempio di morso incrociato in soggetto con malocclusione di classe 3 corretto dal dr Alberto Gentile.

 
A tale proposito è bene ricordare che molte malocclusioni potrebbero essere prevenute se si riuscisse a controllare i fattori ambientali in grado d'influire sulla crescita dei mascellari e sullo sviluppo della dentatura. Tutto ciò che favorisce atteggiamenti succhianti e atteggiamenti a bocca aperta nel periodo di formazione della dentatura decidua in qualche modo interferisce con il formarsi di un buon ingranaggio occlusale.
L'Ortodontista ha la possibilità di usare apparecchi in grado d'influire sulla crescita scheletrica dei mascellari, in questo caso si parlerà di ortodonzia funzionale, ortopedica ed intercettiva.
Questi apparecchi si usano per correggere i morsi incrociati mascellari dovuti a mascellari contratti, le seconde e le terze classi scheletriche dell'età evolutiva, ecc... Il loro utilizzo nelle patologie di crescita dei mascellari serve a correggere, oltre che le disfunzioni dei rapporti occlusali, le gravi alterazioni dell'estetica facciale che spesso si associano.
La durata di un trattamento ortodontico è variabile e dipende dal problema che si dovrà trattare, può limitarsi a pochi mesi o arrivare a 2 anni o più anni, questo dipende dalla complessità del problema da trattare. 
Nei bambini a causa del continuo sviluppo della dentatura si usa alternare periodi di trattamento ad altri di attesa, ad esempio può essere necessario un trattamento in due tempi, in dentizione mista e poi appena erotti tutti i denti permanenti. Nella prima fase si tratta il problema scheletrici e nella seconda fare quello dentale.
 
Gli apparecchi ortodontici non sono tutti uguali si distinguono prima di tutto in fissi e mobili. I primi vengono incollati ai denti dall’ortodontista, i secondi li applica e rimuove il paziente. Gli apparecchi fissi possono essere di due tipi: di metallo o estetici essendo meno visibili, ad esempio gli attacchi in ceramica.
L'apparecchio ortodontico fisso, pur non essendo di per se causa di carie, può facilitare il trattenimento del cibo e quindi della placca batterica, per tanto il paziente deve essere scrupoloso nella quotidiana pulizia dei denti, per evitare che sopraggiunga la carie o la gengivite. 
Un trattamento ortodontico è sempre seguito da un periodo di contenzione, con l'obiettivo di favorire la stabilità a lungo termine della correzione. Ciononostante possono esserci, nel tempo, una volta interrotta la contenzione, recidive del trattamento. Spesso tali recidive sono di lieve entità e comunque non influiscono sul risultato estetico-funzionale del trattamento. Qualche volta, invece, possono essere tali da richiedere piccoli interventi di riallineamento o di ottimizzazione occlusale. Alla fine del trattamento ortodontico si effettua la contenzione per favorire la stabilizzazione della correzione. Al paziente vengono consegnati gli apparecchi che dovranno essere portati, nelle ore notturne. Spesso la contenzione può consistere in apparecchi fissi incollati sulla faccia interna dei denti.
L’eruzione dei denti del giudizio aumenta le probabilità che ci sia una recidiva del trattamento ortodontico ma va precisato che la recidiva può esserci anche in assenza dei denti del giudizio.
Note
[1] Il trattamento ortodontico determina un buon allineamento dei denti, di conseguenza sarà più facile per il paziente pulire bene ambedue le arcate dentarie, con evidente vantaggio nella prevenzione della carie e dei problemi parodontali.
[2] Malocclusione: posizione non corretta o difetto di contatto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore, che può essere dovuta a malformazioni congenite, abitudini scorrette, perdita di denti, traumi ecc.; oltre che ridurre l’efficienza della masticazione, interferisce nell’escursione della mascella e può dar luogo a problemi per quanto riguarda la fonazione, la respirazione, la masticazione e la deglutizione.
Links utili: La società scientifica che si occupa dell'ortodonzia è la S.I.D.O. ( http://www.sido.it ) e l'Associazione Specialisti Italiani in Ortodonzia (http://www.asio-online.it ).
Copyright © Alberto Gentile
Il Dott. Alberto Gentile, socio Ordinario della Società Italiana di Ortodonzia, ha conseguito il titolo di Specialista in Ortognatodonzia con lode.